St. Jacob's Choir
   
 
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Le Recensioni


Recensione del portale
ALTAVOCE


St. Jacob's Choir
"Moods"

Ascoltando questo secondo disco del St Jacob's Choir, mi sono potuto rendere conto di quanto in fondo in fondo il rock sia così vicino a certe musicalità,certo non tutto il rock , ma se prendiamo ad esempio un gruppo come i Queen che hanno fatto proprio degli arrangiamenti vocali il loro punto di forza allora possiamo benissimo affermare che il rock molto deve alla tradizione gospel e spiritual.
Il St. Jacob's Choir è una realtà italiana di cui possiamo andar fieri, in quanto oltre a mostrare una maestria eccelsa nell'interpretare certi classici del genere da la possibilità all'ascoltatore d'immergersi in modo profondo nelle radici di questa musica afro-americana, fatto dovuto anche ad una cultura musicale fatta proprio di queste cose. Un plauso particolare va alla voce solista Andrea Celeste in possesso di una voce calda ed avvolgente in grado di offrire una performance degna di nota, ma anche tutto il coro non è da meno,il merito di tutto ciò va anche al direttore del coro Massimo Bracci che con la sua direzione permette al coro di conferire durante l'ascolto un equilibrio fondamentale affinché tutto vada per il verso giusto. Tra i brani che più mi hanno colpito citerei l'opener "The Rain is Over And Gone" ma anche la arcinota "Nobody Knows" che ben fanno comprendere la bravura dell'ensemble toscano.

Stefano Bonelli
www.tempi-duri.it

Tratto da un intervista di Stefano Bonelli alla cantante americana Cheryl Porter

Hai avuto una collaborazione con un coro gospel italiano il St. Jacob's Choir, puoi raccontarci come è stata questa tua esperienza e se la rifaresti ?

Certo, il coro St. Jacob's Choir di Massimo Bracci è un coro con il quale ho collaborato più volte e con loro mi trovo molto bene, sono bravissimi nel fare la musica spiritual, ed hanno una solista incredibile, che io considero una delle cantanti più brave in assoluto in Italia quale appunto è Andrea Celeste che possiede una grande voce ed un grande spirito e collabora con loro con grande piacere.

L'intervista di Stefano Bonelli con St. Jacob's Choir

Bene Massimo davvero complimenti per questo vostro secondo disco "Moods"da dove arriva la scelta di creare un coro di questo genere? In Italia non abbiamo una vera tradizione di questo genere musicale, il nostro paese ha radici musicali ben diverse che sono proprie della melodia puoi spiegarci il motivo di questa scelta?
Io provengo da un'estrazione classica, prima di dirigere il St. Jacob's Choir ho cantato per quasi dieci anni in un gruppo corale il cui repertorio era per la maggior parte il canto gregoriano. A seguito di un viaggio negli USA circa quindici anni fà ho avuto per così dire la folgorazione. Dopo aver sentito molti concerti Gospel al ritorno in Italia mi sono subito adoperato per formare un gruppo e cantare questo meraviglioso genere corale. Abbiamo passato anni duri, si parla di fine anni ottanta, primi anni novanta, in cui questo genere era quasi sconosciuto, nelle chiese era veramente problematico fare concerti, dovevi cantare quasi sempre con i testi tradotti in italiano, le ritmiche erano viste di malocchio, insomma, far conoscere il Gospel e gli Spirituals al pubblico era in quegli anni difficile. Poi semmai dopo il concerto la gente era talmente entusiasta che molte volte quasi non ti mandava più via dalla richiesta continua di bis; era invece a livello organizzativo che si aveva un freno, era veramente difficile convincere gli organizzatori a proporre un concerto gospel. Ora le cose sono notevolmente cambiate, e meno male….., si è capito che quello che conta è il messaggio religioso che si vuole inviare e non il modo in cui lo esprimi.

In che modo viene coordinato il lavoro affinché tutto vada per il verso giusto?
In dieci anni di esperienza siamo riusciti a trovare una metodologia ottimale che ci permette di ottenere i migliori risultati possibili nel minor tempo. Per quanto riguarda l'apprendimento del repertorio fornisco ad ogni corista un cd con registrata la propria parte esattamente come deve essere cantata, così alle prove curiamo maggiormente l'interpretazione eliminando tutta la parte dell'apprendimento. I brani del nostro repertorio vengono scelti con precisi criteri musicali, anzitutto non devono essere banali, tipo motivetti semplici e molto commerciali, devono avere un buon arrangiamento corale e al contempo devono essere originali.
Questo è quello che abbiamo cercato di fare con il nostro ultimo CD "Moods" infatti quasi tutti i brani sono inediti per l'Italia.

Nel vostro repertorio sono previsti brani originali oppure vi limitate ad interpretare seppur bene i vari brani traditional?
Ci limitiamo per ora solo ad interpretare anche se abbiamo in progetto di inserire in un prossimo CD anche nostre composizioni.

Come si svolgono i vostri spettacoli e qual è l'ambiente che prediligete?
Esistono manifestazioni del tipo di quelle che abbiamo nel film Sister Act II?

Generalmente i nostri concerti sono in Chiese o Teatri, partecipiano anche a Rassegne specializzate. L'ambiente è del tipo classico del concerto, cerchiamo comunque di coinvolgere il pubblico emotivamente soprattutto quando vengono eseguiti i brani più coinvolgenti e lo rendiamo partecipe anche per quanto riguarda i testi recitando spesso prima di un brano il testo tradotto in italiano.

In riferimento alla prima domanda sebbene la nostra tradizione sia ben diversa, so che ci sono diversi cori di questo genere che danno vita ad un vero e proprio movimento gospel e spiritual esiste una sorta di coordinamento che dia una sorta di legame tra tutti cori oppure sono tutte esperienze a se stanti?
Secondo me sono tutte esperienze a se stanti, anche perché è relativamente poco che è, per così dire, esploso questo genere. Esistono comunque molte manifestazioni musicali a livello nazionale che coinvolgono moltissimi gruppi che fanno questo genere e questo in futuro può rappresentare un principio di coordinamento.

Avete già in programma di registrare qualcosa di nuovo volete anticiparci qualcosa?
Siamo mettendo su il materiale per un nuovo CD, contiamo nei prossimi mesi di cominciare le prime registrazioni, ad ogni modo a breve puntiamo più sui concerti.

Permettimi di fare di nuovo i complimenti ad Andrea Celeste per la performance offerta in questo disco volevo sapere qual è la dimensione che più predilige se quella solista o quella da "semplice" corista?
La dimensione cho io prediligo è quella di cantante gospel, a prescindere dall'essere solista o corista. Quando si fa musica gospel, non conta ciò che si è sul palco ma conta la spiritualità e l'amore con cui si cantano quelle parole sacre rivolte a Dio.

Ci sono particolari accorgimenti che devi adottare per mantenere al meglio la tua voce?
Naturalmente cerco di non forzare la mia voce parlando e la tengo in esercizio facendo vocalizzi, inoltre continuo a studiare canto sia lirico che moderno in quanto, sono del parere che, a prescindere dal genere che si canta una buona preparazione di base è sempre indispensabile.

In tutto questo quanto è importante la fede e soprattutto in che modo viene vissuta questa esperienza?
Il canto e la musica in generale sono da sempre stati considerati veicoli privilegiati per esprimere la propria religiosità e la propria fede. Il canto corale ha la prerogativa di far condividere con gli altri, il coro e la platea che ascolta, i propri sentimenti di fede. Ma ciò che sorprende e gratifica di più durante le manifestazioni dei concerti o delle rassegne è il coinvolgimento di chi ascolta. La musica e i canti che eseguiamo hanno infatti la caratteristica di esprimere la gioia, il dolore, la pietà in modo chiaro, e di arrivare direttamente al cuore. Conoscete forse un modo migliore per pregare?

Avete in programma degli spettacoli ?
Abbiamo in programma diversi concerti tra cui alcuni in cui canteremo insieme ad alcuni cori universitari americani che verranno in tournè in Italia e che hanno richiesto la nostra collaborazione. Una specie di gemellaggio musicale tra due realtà abbastanza diverse, e questo mi ci ha riempito di grandissima gioia.


Un Disco per il Giubileo - Ecumenismo? Si, "Joyful"

Un profondo studio e una preziosa raccolta di brani tratti dal repertorio di musica sacra ricercati in diverse etnie. E' questo il principale fondamento a cui si ispira la corale S. Jacopo di Montecalvoli - incantevole paesino della provincia di Pisa -: portare avanti il messaggio e la cultura dei vari popoli del mondo attraverso un unico linguaggio che e' quello dei suoni o meglio della voce, del canto. L'originalita' e la particolarita' degli arrangiamenti "vicini ai nostri tempi" rendono ancor piu' fruibile il repertorio di muica Sacra polivocale. Un percorso in "Joyful" che va dall'epoca rinascimentale - Ave Vergene Gaudente (Francia XV sec.) - fino ai nostri giorni con "Sound Over All Waters", brano di apertura. Una perfetta ed insolita combinazione strumentale (clarinetto, corno, flauto, oboe, violino e pianoforte) una significativa ricerca sonora fanno della Corale S. Jacopo diretta da Massimo Bracci ideatore ed arrangiatore di moltissimi brani del repertorio della corale, un esempio di "comunità" che si incontra allo scopo di far avvicinare, attraverso il linguaggio musicale, le diverse culture del mondo, inserendole in nuove concezioni di espressione. I numerosi concerti in Italia ed all'estero hanno permesso alla corale di approfondire in maniera diretta il profondo messaggio della musica sacra dei popoli di altre nazioni. Tra i piu' recenti l'esecuzione di un concerto di Gospel e Spirituals con la cantante americana Linda Wesley. Di una calda sonorita' soft, malinconica, ieratica e' permeato il brano "La Peregrinacion" arrangiato da Mons. Colino, brano che una volta inserito in un lettore Cd viene la tentatione di ascoltarlo per altre tante e innumerevoli volte. Dopo il faticoso cammino intriso di tristezza e di malinconia c'e' l'esplosione con "L'inno alla Gioia" di L. Van Beethoven: Joyful - ultimo brano del Cd arrangiato da M. Warren - una serenita' musicale e vocale che si carica sfociando verso una effervescente gioia quasi a racchiudere il contenuto di un filo logico che rispetta i canoni dell'arsi, tesi e caduta. La caduta finale pero' lascia aperto l'intero percorso per un mondo che si affaccia sempre piu' verso la grande finestra del Terzo Millennio.

Rita D'addona


Qualcosa di Nuovo

.... e se siete stufi delle solite celebrazioni, apprezzerete sicuramente il Cd "Joyful", della Corale S. Jacopo diretta da massimo Bracci, che da anni si dedica alla riscoperta di un patrimonio musicale sacro-vocale spesso misconosciuto, di ambito classico (John Rutter, L.V. Beethoven) e gospel e spirituals con incursioni nella preziosa tradizione africana. Ad arricchire la splendida sonorita' vocale, anche un gruppo di affiatati cameristi ed alcuni azzeccati inserimenti tastieristici, per una prima prova classico-moderna da bissare il prima possibile, Ce lo auguriamo.

Giovanni Pietro Scazzola


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